Bertrand Balas
« In realtà, non so bene cosa dire. Ho iniziato la mia vita professionale nel 1962 come libero professionista, dopo aver svolto alcuni mesi di tirocinio in uno studio a Parigi, giusto per rientrare nel vivo del lavoro dopo trentasei mesi di servizio militare, una parte dei quali in Algeria (era l’obbligo dell’epoca).
Sono tornato molto presto a Tolosa, non riuscendo ad abituarmi alla vita parigina, che non faceva per me per diversi motivi: lo stress, i rapporti particolari con le persone, la superficialità di certi scambi, i trasporti, insomma, tutta una serie di cose che mi hanno fatto ritrovare la mia provincia con sollievo e piacere.
E ho lavorato come architetto e de…
Nel 1965, durante un viaggio con un importante distributore di apparecchiature per l’illuminazione, sono entrato in contatto con la società Raak, che è stata fondamentale per lo sviluppo delle mie capacità di designer. Il direttore della società ci disse che, se noi due architetti avessimo avuto qualche progetto in questo campo, sarebbe stato ben lieto di prenderlo in considerazione, purché rientrasse nello spirito della sua azienda.
Per due o tre anni questa idea è maturata nella mia mente e ho iniziato a elaborare alcuni progetti. Con ansia, da giovane di meno di trent’anni, li ho inviati al signor Lockhorn, responsabile della società, che, con mia grande sorpresa, ne ha accettato uno! Wow! Mi sono allora messo febbrilmente a sviluppare diversi oggetti, tra cui « Here Comes the Sun », creata in due diametri, oltre ad altri tre modelli.
In totale, sono stati pubblicati cinque miei oggetti. Poi il mio lavoro di architetto ha assorbito completamente il tempo che avevo a disposizione e non ho più avuto la libertà mentale necessaria per creare spazi in cui perdersi, immaginare forme, volumi, colori e materiali e, soprattutto, lasciarsi trasportare dal tempo, dal tempo dilatato, senza obblighi precisi, e cercare di dare forma a qualcosa che, in questo modo, finisce per emergere. A volte, con mia stessa sorpresa.
Molto tempo dopo, quando ero ormai in pensione e avevo orientato la mia vita verso altre attività, sono stato bruscamente svegliato da una telefonata di Frédéric Winkler, interessato a quello che sarebbe diventato « Here Comes the Sun », e all’improvviso la mia carriera di designer di apparecchi d’illuminazione è ripartita.
Per la mia più grande felicità.
Archivi Here Comes The Sun
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