Ilia Sergeevich Potemine
Ilia Sergeevich Potemine è russo. Meglio ancora: italo-russo. Un’identità e un accento doppi. Lo si crede designer. In realtà è pilota d’aereo. Il cielo è il suo spazio, il sole un astro rivoluzionario e la terra una tappa temporanea, il tempo necessario per disegnare apparecchi di illuminazione fulminanti, concepiti in aperta rottura con il mainstream. Un riferimento rétro: per un lampo, viene in mente Howard Hughes.Potemine è già decollato. Né dio né padrone. Solo Achille Castiglioni, radicale fino a inventare le luci del futuro, quando l’avvenire e lo spazio facevano decollare la creatività verso il cosmo. Il genio della lampada era lui. Ilia Potemine, appena trentenne, ne è un nuovo interprete. La sua lampada ISP ne è il manifesto assoluto e inclassificabile.
Ancora una lampada. Sì, ma questa non assomiglia a nulla di conosciuto. Progettata in controtendenza rispetto agli artefatti standardizzati che affollano il nostro tempo, la lampada di Potemine è una fiaccola di alta quota, che si immagina come un bastone del testimone passato tra iniziati e spiriti illuminati.Evocando al tempo stesso un Nautilus, un HAL, un’arca della luce, la lampada ISP è già una mitologia: un fiat lux volutamente spogliato dal corpus ortodosso delle lampade.
A cent’anni dal suprematismo di Malevic, a sua volta ex disegnatore industriale per le ferrovie, Ilia Sergueïevitch Potemine inventa una nuova avanguardia: il costruttivISP. Ovvero il grado supremo della purezza degli oggetti. L’ultima avventura moderna è appena cominciata…